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Tano da morire
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La pagina culturale di taninoferri.com: racconti, saggi, poesie, arte.
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spettacoli o altro, che citiamo o recensiamo. Con noi collaborano, e li ospitiamo di buon grado, amici che, a titolo gratuito, scrivono articoli, e/o realizzano altre forme di comunicazione quali libri, documentari, recensioni, etc.
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Scheletri nell'armadio.
  
Questa, secondo Massimo Ciancimino, figlio di Vito, è la bozza che suo padre inviò a Bernardo Provenzano per una lettera a Marcello Dell'Utri e Silvio Berlusconi. Stamane, al processo Mori, Massimo Ciancimino ha consegnato a sorpresa il manoscritto: "Risale al 1993-1994 - ha spiegato - poi non so se la lettera fu spedita". Palermo, 8 febbraio 2009
Lettera aperta di una coppia gay.
  
Scritto da Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia
Signori Presidenti, Onorevoli Parlamentari,
sono Francesco Zanardi, il cittadino italiano che ha fatto uno sciopero della fame di dialogo a voi rivolto, durato 35 giorni, nel vostro più totale disinteresse. Sono un cittadino che avreste tranquillamente lasciato morire di fame, così come fate morire di speranze tutti gli altri cittadini italiani che attendono un vostro segnale riguardo la conquista di leggi di civiltà per le coppie lesbiche e gay. Le associazioni italiane che rappresentano molte persone vi hanno scritto, ma non le avete degnate di alcuna risposta, neppure ai singoli cittadini italiani che si sono mobilitati per sostenerci in questa lotta nonviolenta. Avete ignorato persino il richiamo dello scorso 22 gennaio proveniente dall'Unione Europea che ha già approvato e sostenuto molte delle leggi di civiltà per estendere i diritti a chi non ne ha che in Italia non vengono approvate. Ci sono corsi in aiuto non solo i rappresentanti della comunità GLBT ma anche molte famiglie di persone gay. Il vostro atteggiamento equivale ad una continua violenza che occorre superare e che non esiste più in tutta Europa. Gli unici parlamentari che hanno risposto alle nostre richieste sono stati Ignazio Marino, Donatella Poretti e Anna Paola Concia. Solo tre su circa 1000 tra Deputati e Senatori eletti dal Popolo Italiano, parlamentari che dovrebbero tutelarci. In percentuale ha risposto lo 0,03 % degli eletti, un dato incredibile. Girando in questi giorni per Roma ho visto i vostri candidati. Ma con quale coraggio e coerenza politica chiedete ai cittadini di votare per quei candidati? Proprio voi che non ci avete nemmeno degnati di una risposta? Confido nel buon senso del popolo italiano e questo nonostante vi ostiniate, a parte alcune rare eccezioni, a escluderli. da molti dei diritti che invece in molti altri paesi del mondo sono garantiti. Qui di seguito c'è il link di una importante agenzia di stampa internazionale, la Reuters, che parla della nostra iniziativa e che certamente non mette in bella luce l'Italia: http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE6140QG20100205 Il nostro Ministro per le Pari Opportunità, che sarebbe dovuto essere il primo a scendere in nostra difesa, non lo abbiamo mai sentito, neppure le associazioni hanno avuto questo onore! Ho visto una sua intervista, in occasione dell'ultimo Gay Pride nella quale dice di essere d’accordo con la Chiesa contro i diritti per i Gay, dice che Roma è la capitale della cristianità! Bisognerebbe che qualcuno ricordasse al nostro Ministro per le Pari Opportunità che Roma è la Capitale della Repubblica Italiana e che il Vaticano è un piccolo Stato estero che non può indicare quali sono le leggi che l'Italia deve o non deve approvare. Speriamo che non tutti crediate davvero questo e che ci lasciate con un pò di speranza. Ce lo chiede l'Europa con il Trattato di Lisbona e voi non potete continuare a far finta di niente. Spero riflettiate su questa mia lettera, i diritti civili che chiediamo servono a tutelare anche i vostri elettori, amici, parenti e conoscenti, non certo solo noi! Un’altra volta ancora ci fate vergognare davanti all’Euoropa, al mondo intero, di essere Cittadini Italiani. Cordialmente.
A palazzo Grazioli tanta bella f..a.
  
Scritto da Lina Sotis
 Storiella, realmente accaduta, al limite del piccante, che fotografa il periodo storico. Tempo fa, una famosissima star di Hollywood domandò un appuntamento al nostro premier. Il notissimo attore voleva chiedere, come ha fatto con tanti altri capi di Stato, aiuti per la tragedia del Darfur. Incontro accordato e il bel signore brizzolato, come previsto, si dirige alla data prefissa a Palazzo Grazioli. Alto e dinoccolato, l’invitato aveva preparato il suo bel discorso e ci sperava. Non era emozionato, perché, come raccontò dopo, tante volte aveva fatto quella richiesta e tante volte era uscito da quelle sale dei bottoni con la sicurezza che la sua causa non sarebbe stata dimenticata. Ma varcare quella porta, guardare negli occhi il suo interlocutore e capire che quel giorno era tutto diverso fu immediato. Nella sala, oltre lui, un sorprendente diversivo: una quantità imprecisata di belle e giovani ragazze, signore e signorine una diversa dall’altra, ma di quel genere tutte uguali, che lo accolsero affettuosamente insieme al premier. Panico. Cosa fare? La star visibilmente imbarazzata cercò di trovare una scusa per sottrarsi all’imprevisto evolversi della serata. Se ne andò. Mai incontro fu più breve, il discorso fu appena accennato, gli aiuti non arrivarono mai. Le ragazze uscirono dopo di lui. Chi è il nostro imbarazzatissimo eroe? Rete, 7 febbraio 2010
Non ci sono più le stagioni di una volta.
  
"Non ci sono più le stagioni di una volta!". Questa frase ha accompagnato tutta la mia giovinezza, era quasi un'ossessione; tutti, e sottolineo tutti, gli appartenenti a due generazione prima (quella dei miei nonni, per intenderci) lo ripetevano sino alla noia. C'era, per loro una rivoluzione climatica, in peggio naturalmente, e una trasformazione decadente di usi e costumi. Mentre godevano di bibite fresche, termosifoni caldi, pullover in cashmere (questi c'erano anche prima, ma prima non se li potevano permettere!), erano lì a ricordare i loro bei tempi di gioventù, di quando i treni viaggiavano in orario, di come potevi andare a dormire lasciando la porta di casa aperta (mai visto fare! ogni sera a Lipari, toccava a me, prima di andare a dormire scendere giù e mettere il chiavistello alla porta, il cosiddetto 'passetto'). Quindi questo live motive che ha accompagnato la mia giovinezza, e quella dei miei coetanei, penso, era una tale 'camurria' che, credo, tutti noi, sicuramente io, evitiamo, oggi che siamo genitori di figli grandi, o addirittura nonni, di ripetere il refrain ai nostri posteri più prossimi. Ma la tentazione sarebbe forte perché, per la verità, parecchi ricordi della mia gioventù mi riportano indietro con nostalgie forti. I comizi, in piazza Cairoli a Messina, cioè i comizi di Almirante o di Togliatti, di Nenni, di La Malfa, di Malagodi e di Pertini o anche di Lauro... vuoi mettere con le comparsate televisive di Berlusconi, D'Alema, Ghedini, Alfano e... dulcis in fundo (sic), Castelli. La televisione, con i suoi dibattiti composti, la cura del linguaggio, l'educazione del porgere... altro che televisione trash di Maria De Filippi & Co. Anche la pasticceria, la rosticceria, la gelateria erano altra cosa... i sapori erano più fragranti, più trasparenti, si, più genuini... meno dadi, meno omogenizzazione o pastorizzazione, insomma. O, forse, così come pensavo dei miei nonni, era la mia giovinezza a farmi apprezzare tutto di più! Sestri Levante, 6 febbraio 2009
Sulla "Cittadinanza"
  
Scritto da Cecilia D'Elia
[...]
Suggerisco un tema di discussione con chi inveisce contro gli immigrati imitando il Presidente del consiglio e certa cattiva stampa. La legge Bossi-Fini, e la logica di persecuzione degli immigrati che le stavano dietro, ha quasi 10 anni. Entrare in Italia legalmente è molto complicato, viverci da straniero ancora di più. A questo punto vale la pena chiedere a chi continua a chiedere “severità”: ma la tua vita, con tutta la severità che c’è stata già, è migliorata? Stai meglio ora che i barconi vengono rispediti al mittente? Perché questa è un po’ la sostanza: si colpiscono visibilmente i più poveri “diversi” mentre, più silenziosamente, peggiora la vita degli italiani più poveri. [...] leggi tutto su 5 febbraio 2010
«Muro di Betlemme? Non l'ho visto!»
  
"Mi spiace deluderla, ma non me ne sono accorto" Questa la risposta di Berlusconi ad un giornalista che, durante la conferenza stampa congiunta con Abu Mazen, proprio a Betlemme, gli chiedeva che impressione gli avesse fatto vedere e attraversare il muro di cemento che circonda la cittadina. "Non me ne sono accorto - ha spiegato il presidente del Consiglio italiano - in quanto stavo rimettendo a posto le mie idee, prendendo appunti sulle cose che avrei dovuto dire al presidente incontrandolo. So di deluderla e me ne scuso". Signor presidente Berlusconi, questo alla destra di chi legge è il muro che circonda Betlemme, è un muro, costruito da Israele, e che separa i quartieri arabi da quelli israeliti, è un muro di cui hanno parlato tutti, è un muro istoriato da Graffiti di artisti che han voluto dire la loro sulla pace, e sulla differenza tra ciò che unisce e ciò che divide. Se lei è impreparato, o svogliato, o superficiale, per cortesia stia in Italia, ed eviti di farci fare figure anche all'estero. Gerusalemme, 4 febbraio 2010
TG 1 edizione 13.30 - Omessa notizia.
  
 Il tg1 delle 13:30 di Minzolini omette di dire che il Ciancimino ha testimoniato che i boss mafiosi hanno investito nella costruzione di Milano 2... Milano 2 è stata la prima, grande, realizzazione di Silvio Berlusconi... Silvio Berlusconi è l'attuale Presidente del Consiglio...
Dov'è l'ordine dei giornalisti quando un loro membro omette parte così importante di una notizia? E dov'è il Presidente Rai? Ed il Direttore generale? Lo chiede uno che ha appena pagato l'abbonamento RAI.
Sto leggendo uno degli ultimi romanzi di Camilleri, La rizzagliata, il protagonista è Michele Caruso. Camilleri si è ispirato a Minzolini per questa figura di direttore Rai? Tra coloro che daranno la migliore risposta sarà sorteggiato un premio. Rete, 3 febbraio 2009
Non l'ho incontrato per perdonare.
  
"Non l'ho incontrato per perdonare. Avevo piuttosto bisogno di capire chi mi ha ucciso e chi ha armato la sua mano". Oggi 'Repubblica' fa un ampio resoconto dell'incontro tra Dino Boffo, l'ex Direttore de 'L'Avvenire', fatto fuori da Vittorio Feltri. Presente all'incontro, Renato Farina, parlamentare Pdl ed editorialista del Giornale, radiato dall'Ordine dei giornalisti nel 2007 per essere stato troppo contiguo ai servizi segreti. Feltri, non ancora seduto al tavolo del ristorante "Berti", serve, lui stesso, il piatto forte: "Perché Bertone ce l'ha tanto con te?" "E perché Gian Maria Vian ce l'ha tanto con te?" Queste che sembrerebbero due domande, sono, in realtà una sola risposta: La polpetta avvelenata per te, Boffo, è stata preparata dal Cardinal Bertone, Segretario di Stato vaticano e da Gian Maria Vian, direttore de "L'Osservatore romano" giornale della Santa Sede, molto legato allo stesso segretario di Stato. Insomma Dino Boffo, già direttore del giornale della Cei, 'L'Avvenire', sarebbe la vittima sacrificale di una battaglia tra Titani: il cardinal Bertone ed il Cardinal Bagnasco, il primo fortemente a favore della destra italiana e dell'attuale governo italiano, il secondo, appoggiato da Ruini, su posizioni leggermente più critiche. Io, che sono ignorante, non vedo questa gran distanza tra Bertone e Bagnasco, piuttosto mi sembra di vedere la lotta tra i due maggiori candidati alla poltrona di Benedetto XVI°: il Soglio pontificio. Ma io sono ignorante. Milano, 2 febbraio 2009
Il segreto di Stato - nel caso Abu Omar - è un paradosso logico e giuridico.
  
 Solo per effetto del segreto di Stato, nel processo Abu Omar è stato disposto il non luogo a procedere nei confronti dell'ex numero uno del Sismi Niccolò Pollari e dell'ex dirigente Marco Mancini e questo, è scritto nella sentenza, del Giudice Oscar Magi, che argomenta che "ammettere che vi è segreto di Stato correttamente opponibile all'autorità giudiziaria che riguardi i rapporti tra servizi segreti italiani e stranieri e assetti organizzativi e operativi del Sismi, ancorché collegati a un fatto reato per cui si proceda, nel momento in cui si afferma che per quel fatto reato non vi è segreto e nel momento in cui per quel medesimo fatto risultano indagati o imputati persone appartenenti a quei servizi stessi costituisce... un 'paradosso logico e giuridico' di portata assoluta e preoccupante". "L'esistenza di una autorizzazione organizzativa a livello territoriale nazionale da parte delle massime autorità responsabili del servizio segreto Usa lascia presumere che tale attività sia stata compiuta quantomeno con la conoscenza (o forse con la compiacenza) delle omologhe autorità nazionali". "Ma di tale circostanza non è stato possibile approfondire le evenienze probatorie (pur esistenti) per l'apposizione-opposizione di segreto di Stato da parte delle autorità governative italiane". "Il rapimento di Abu Omar è stato voluto, programmato e attuato da un gruppo di agenti Cia che, in ottemperanza a quanto espressamente deciso in sede politica competente, ha operato a Milano e in Italia del nord nelle date precedenti al febbraio 2003 fino al compimento dell'atto, per poi abbandonare il territorio dello Stato nei giorni e nei mesi successivi allo stesso". Ndr: Tutto il virgolettato è tratto dalla sentenza del Giudice Magi. Milano, 1 febbraio 2010
Il più sporco.
  
 1. Villaggio Club Porto Ainu, Budoni. 2. Repubblica Hotel, Roma. 3. La Pace Hotel, Tropea. 4. Hotel Nizza, Roma. 5. Hotel Center 2, Roma. 6. Villaggio Gioca in Birdi, Aglientu. 7. Hotel terme parco eco, Forio. 8. Rubino, Roma. 9. Park Hotel Blanc et Noir, Roma. 10. Concorde Hotel, Firenze.
Questi sono gli hotel più sporchi d'Italia, è la Top ten della zozzeria nell'ospitalità, secondo le recensioni dei viaggiatori del sito web specializzato tripadvisor.com. Sempre all'interno di questo sito scopriamo che il Villaggio Club Porto Ainu si distingue anche nella classifica Europea, occupando la piazza d'onore: 1. Grosvenor Hotel, Blackpool, Regno Unito 2. Villaggio Club Porto Ainu, Budoni, Italia 3. Park Hotel, Londra, Regno Unito 4. Boston Court Hotel, Londra, Regno Unito 5. Cromwell Crown, Londra, Regno Unito 6. Dam Hotel, Amsterdam, Paesi Bassi 7. Corbigoe Hotel, Londra, Regno Unito 8. Earls Court Gardens Hotel, Londra, Regno Unito 9. Blair Victoria & Tudor Inn Hotel, Londra, Regno Unito 10. Minster Hotel, York, Regno Unito Sul blog di tripadvisor.com nicbologna apostrofa così la sua esperiena a Budoni: “Orrendi. Struttura vecchia e fatiscente, sporca, con un personale imbarazzante e scortese.. è stato un incubo. Sono andato via. Gli ho fatto causa!”. Concorda anche Paolo36: “Se a qualcuno é sfuggito, sulle bottiglie d' acqua che bevevamo e facevamo bere ai nostri figlio (visto che era l’unica potabile!!!) c’era scritto che era assolutamente vietata ai bambini al di sotto dei 7 anni! Io ne ho portata via una, in quanto aveva anche un sapore molto strano e la farò analizzare”. Mentre MuxMuss racconta così le sue vacanze iniziate lo scorso 28 agosto: “l'impatto è stato forte, la spazzatura era sparsa per tutto il villaggio [...]. Il ristorante era abbandonato alla poca pulizia ed alla mancanza di personale che veniva sostituito dalla commessa del bazar e dalla signora delle pulizie le quali offrivano la professionalità che si può immaginare. Tovaglie, bicchieri e stoviglie poco puliti, insetti di ogni specie che svolazzavano sul cibo che non era sufficiente, di scarsa qualità e soprattutto riciclato, fino all'esaurimento. Non c'erano frutta, dolci e latte per i bambini. Sono stomacato e mi chiedo come sia possibile che si verifichino cose del genere in Italia e in un’isola come la Sardegna”. Rete, 1 febbraio 2009
Solo un'ora d'aria.
  
 Questa mattina la manifestazione "Ora (d')Aria", organizzata per le 10.30 di fronte alla sede del comune di Milano dai "Genitori anti-smog". Peacereporter ha intervistato la mamma presidente Valeria Corbella per sapere cosa chiederanno stamani agli amministratori locali i cittadini che hanno a cuore la salute dei loro figli. Rete, 30 gennaio 2010 Riproduzione autorizzata 
From: PeaceReporter Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot, abilitare Javascript per vederlo To: mailto@taninoferri.com Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot, abilitare Javascript per vederlo Sent: Friday, July 18, 2008 2:26 PM
E nessuno dica di non sapere!!!
  
Io punto il dito contro l'accordo Gheddafi-Berlusconi sulla migrazione dalle coste libniche a quelle di Sicilia. Prima 'L'Espresso', poi 'Il Corriere', e poi, ancora, 'Oggi', denunciano i migranti morti nel deserto di Libia. Uccisi formalmente dalla sete e dalla fame, abbandonati e lasciati morire dalla soldataglia libica in ossequio a quell'accordo voluto dalla Lega e da Berlusconi. Gheddafi ed i suoi accoliti sono pagati dal governo Berlusconi per fare il lavoro sporco ed impedire che i migranti sbarchino sulle nostre coste. Non facciamo finta di non sapere, non dica oggi Ratzinger, come disse ieri Pio XII, di non sapere. È così, lo sappiamo tutti, basta fare 2 + 2 leggendo le notizie che ci sono sui giornali, notizie queste non censurate perché portano voti alla Lega ed alla destra. Il voto dei nostri connazionali razzisti, tanto quanto i nazi-fascisti del 1938-1945. E per intercettare il voto di questi nostri connazionali razzisti che Berlusconi se ne è uscito - a Reggio di Calabria - con un'altra affermazione criminale: “Meno extracomunitari vuol dire meno forze che vanno ad ingrossare le schiere delle organizzazioni criminali”. Questa frase è razzista (oltre ad essere falsa) e indegna di un paese civile e democratico; dimostra che, da qualche tempo, non siamo più un paese civile e democratico. Io punto il dito contro questo presidente del consiglio, contro la sua maggioranza, contro i miei concittadini che lo votano, contro la Chiesa che, più o meno nascostamente, lo sostiene, io li denuncio tutti per razzismo acclarato. Io, voglio che si sappia, che io non sono connivente. Rete, 30 gennaio 2009
Senza parole.
  
Roma, 29 gennaio 2009
La nuova Shoah
  

Ieri, in concomitanza tra il giorno del ricordo e la pubblicazione di questo articolo sul Corriere (vedi) ho postato questo pensiero qui sopra su Facebook. Però su Facebook i post invecchiano molto in fretta ed allora, oggi, dopo aver letto le dichiarazioni di Berlusconi alla fine del Consiglio dei Ministri a Reggio Calabria, in uno a quelle fatte a Porta porta [«I risultati sui nostri contrasti all'immigrazione clandestina sono molto positivi e una riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze che vanno a ingrossare le schiere dei criminali». Parole che hanno suscitato non poche polemiche, meglio specificate poi dal premier nel corso della registrazione di Porta a Porta: «La lotta alla criminalità si fa anche on il contrasto all'immigrazione clandestina, perché chi viene qui e non ha un lavoro finisce tra le fila delle organizzazioni criminali». Vedi Ciorriere], voglio ribadire questo concetto su questo mio foglio perché rimanga a memoria: Le morti dei migranti che avvengono nel deserto di Libia perché ricacciati indietro dalla soldataglia libica sono unicamente il frutto dell'accordo tra Gheddafi e Silvio Berlusconi.
Questo governo paga la Libia perché si sostituisca agli italiani in questa moderna Shoah. Il fatto che non siano - fisicamente e direttamente - le forze armate italiane a commettere questo genocidio, non diminuisce la responsabilità del governo italiano che è l'ispiratore, il mandante ed il committente di quanto sta succedendo. Voglio che sia chiaro a tutti che coloro che votano Berlusconi ed i suoi alleati sono complici anch'essi in questo genocidio: non potranno dire, "Noi Non sapevamo!". Rete, 28 gennaio 2009
Mancu li cani!!
  
 Lo scorso 26 gennaio sono andato a Messina, volo LIN-CTA, al mattino, rientro alle 24.00 ca. a Milano: tutto in giornata, pesante per me che non sono più giovanissimo, ma, bene o male, fattibile senza enormi disagi. Fattibile se... ci fosse un minimo di buona accoglienza. Ma, credetelo, mi duole il cuore a dirlo, la Sicilia, passa il tempo, e non cambia... Sicilia immobile! Questo che vedete alla vostra sinistra è il terminal degli autobus a Taormina. Quello all'aeroporto di Catania è molto simile ma grande esattamente la metà: due i bugigattoli (qui sono quattro) per i due addetti alla vendita dei biglietti, e una pensilina, poco meno della metà di questa, per riparare dalle intemperie i viaggiatori. Ci sono anche quattro panchine, affiancate a due a due, ed addossate di spalle. Manca naturalmente la vista sullo Ionio. Ora questa meravigliosa infrastruttura è a disposizione dei passeggeri, che atterrati all'Aeroporto Internazionale di Catania Fontanarossa, si debbano poi recare a Messina, o a Siracusa, Ragusa, Gela, Caltanissetta, etc., etc. Purtroppo martedì 26 il tempo era inclemente su Catania ed all'arrivo all'aeroporto, atterraggio 10:45, mi avvio al terminal bus da dove il bus partirà per Messina alle 11:45. Dovrò aspettare 40': cosa faccio torno in aeroporto o resto sotto la pensilina insieme agli altri passeggeri? decido per questa seconda soluzione. Siamo sempre una trentina di viandanti, che si alternano, quasi tutti siciliani, accalcati sotto la pensilina, 16 seduti, gli altri in piedi tra i bagagli, tutti stretti-stretti, tipo gregge assediato dai lupi, per difenderci dall'acqua che il vento ci spinge da ogni direzione, tranne che dal basso... ma a quello ci pensano le frequenti auto che passano, senza rallentare, e schizzano l'acqua dell'abbondante pozzanghera che si è formata sull'asfalto. La Sicilia, nove provincie, Provincie regionali si chiamano, non so perché, due aeroporti internazionali, Fontanarossa e Punta Raisi: le porte della Sicilia. Miliardi di euro spesi dalla Regione, qualcuno anche sprecato, e non si trovano i soldi per fare due Terminal bus dignitosi, chiusi, riscaldati di inverno, condizionati d'estate, con i bigliettai a cui si possa parlare, invece di mimar loro da dietro i vetri, ostinatamente chiusi, a difenderli dal freddo e dalla pioggia. Fratelli miei siciliani, ma cosa aspettate ad incazzarvi? Milano, 28 gennaio 2009
Noi amiamo Silvio.
  
 A soli euro nove e 90 cent., in edicola, potrete acquistare il Best seller di questo inverno 2010. Per i tipi di Peruzzo Editore è uscita quest' iconografia in vita dell'illustre nostro concittadino Silvio Berlusconi. Nel volume potrete vedere, se lo comprate, tutta una serie di fotografie che ritraggono il Grande Uomo nei Suoi momenti pubblici e privati: la Sua discesa in campo, l'inconveniente di piazza Duomo, a L'Aquila mentre gigioneggia con gli operai, insomma una vita di Silvio secondo Peruzzo. Ho letto su un blog che è un 'ad memoriam' fatto mentre Silvio Berlusconi è ancora in vita. Ma è sicuro che sia ancora in vita? Quello pur di non farsi processare è capace di decedere anche prima... della fine dei processi. La Peruzzo Editore si definisce una storica casa editrice con ottimi risultati ottenuti nel corso dell’anno che si è appena chiuso, sia per l’incremento del numero di copie diffuse delle proprie edizioni, che per gli introiti pubblicitari. Speriamo che dai bilanci, compaiano tutti questi utili, e che almeno ci paghi le tasse. Io, la Peruzzo, la ricordo come un'editrice, che vendeva per lo più nelle edicole, e in particolare in quelle delle stazioni, titoli del tipo "Come diventare un venditore di successo", "Coltivare margherite sul balcone", "Tinteggiare casa"; poi, forse, è passata a produrre e vendere enciclopedie, illustraste, mi pare, quali la "Enciclopedia medica moderna", in 20 volumi, e l'enciclopedia “La Tematica”, in 11 volumi ordinati per grandi argomenti. Tanto Editore per così Tanto Personaggio. Rete, 28 gennaio 2010
  
 Per le celebrazioni del decennale della Legge sul Giorno della Memoria, la Fondazione CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea) pubblica, a partire da oggi, 19 gennaio 2010, I Volti della Memoria. Le fotografie degli ebrei deportati dall'Italia. Si tratta della preziosa collezione di oltre 350 fotografie raccolte dal Comitato Ricerche Deportati Ebrei a partire dal 1944 e donate al CDEC alla metà degli anni '50. I Volti della Memoria costituiscono una testimonianza unica nel loro genere e rappresentano al contempo l'avvio di un nuovo progetto della Fondazione CDEC: la raccolta e la pubblicazione delle foto di tutte le oltre ottomila vittime della Shoah in Italia. Tratte dal sito del Centro pubblichiamo, per non dimenticare, quattro foto relative alla compartecipazione dell'Italia fascista alla guerra di sterminio nazista ed alla Shoah. Sono quattro foto soft, volutamente non violente ma, forse per questo, ancor più drammatiche: è attraverso gli atti quotidiani, che sembrano manifestazioni di vita ordinaria, che si introducono normative e precedenti hard, e che nel recentissimo passato della nostra storia hanno portato all'uccisione di sei milioni i persone. Rete, 27 gennaio 2010, Giornata della memoria. 
Pubblicità mirata, e due.
  
 Dicevo che questa foto pubblicitaria qui a destra mi ossessionava dalle pagine Facebook. Mi sono lamentato e, qualche giorno fa, ho buttato giù un pezzo. Ma gli ottimi occhi di Facebook hanno visto, letto e meditato sui miei rimbrotti ed... hanno reagito.  Infatti, da subito, mi hanno cambiato la pubblicità: so che è difficile da credere ma avete la mia parola che è così, sparita la proposta, meramente teorica, dell'amplesso con la mega...gnocca, hanno fatto apparire una pubblicità, sempre mirata, ma più intellettuale: qui, a destra, l'invito a diventare lettore de Il Sole. Ma devono aver saputo che io leggo non solo online, ma anche il cartaceo del quotidiano confindustriale (serve a mia moglie per lavoro, ed io non manco di dargli, ogni giorno, una scorsa) ed allora, mirando meglio, e con una attenzione degna di miglior causa, hanno cambiato ancora proposta. Il prodotto è sempre lo stesso, i "2 piccoli magneti, da applicarsi da soli, per poco tempo al giorno,", ma, Ahimè, hanno cambiato la potenziale, ideale partner. Sarò, anche, vecchio! Ma, allora, meglio la pace dei sensi! Signori dei magneti, lasciate perdere!!! La pubblicità non è il vostro pane quotidiano. Se prima avete toppato, adesso se mi inviate i magneti, a gratis, li cestino senza neanche aprire la confezione. Lasciate che la mia sessualità venga sbrigata tra mia moglie e me, con i nostri tempi, i nostri ritmi, le nostre, fors'anche lunghe, pause e nella discrezione della nostra intimità. A proposito mia moglie, non più giovanissima, è ancora un gran bel pezzo di... (spero che non legga questo pezzo essendo, contrariamente a me, molto riservata). Un'ultima cosa all'amico Luigi R. Spero che il quantum che ti han dato per fare da testimonial sia decisamente elevato, altrimenti non vale la pena lasciarsi coinvolgere in questa campagna pubblicitaria che mi sembra di dubbio gusto. Rete, 25 gennaio 2010
Il Volto del governo.
  
 lastampa.it: "il volto del governo. Mara Carfagna, ministro delle Pari opportunità accetta l’offerta di Berlusconi che vuole lei e il suo volto capolista in Campania per le regionali". "No, accetto con entusiasmo perché è una sfida molto difficile. Per la prima volta dopo 15 anni il centro-destra può conquistare la guida della regione mettendo fine allo strapotere e al malgoverno della sinistra". Da Bassolino alla Carfagna... Ma la gente di Campania cosa aspetta per incazzarsi? Quanto vuole essere umiliata prima di dire basta? Dalla gestione clientelare di Bassolino alla gestione della Carfagna. Che gestione? Labiale: C h e g e s t i o n e ? Campania, 24 gennaio 2010
Le primarie Vendola-Boccia: un referendum su D'Alema.
  
 Oggi Primarie nel Partito democratico pugliese per scegliere il candidato Governatore. La candidatura del deputato del PD, Francesco Boccia, decisa da Gianni Letta e da Massimo D'Alema, ed appoggiata dall'UDC di Pierferdinando Casini (che non vuole assolutamente che Vendola sia candidato), ha ancor più diviso le forze della sinistra nazionale, ed ha spaccato a metà lo stesso Partito Democratico che, contrariamente a quanto riferito dal Boccia stesso, non ha condiviso la decisione di D'Alema, portando le correnti di Franceschini e di Marino a disertare il voto di investitura a Boccia ed ad annunciare, in forme differenti, il proprio inaspettato appoggio al governatore uscente. Un appoggio che si aggiunge a quelli di Dario Fo e Franca Rame, a quello fortissimo di Beppe Grillo (che per sostenere Vendola ritirerà le proprie liste), di Luigi De Magistris ed anche a quello assolutamente inaspettato di Riccardo Petrella, ex Presidente di Acquedotto Pugliese SpA, dimessosi dall'incarico per forti divergenze con il Presidente regionale uscente. Ieri sera, a Che tempo che fa D'Alema ha spiegato che è la volontà di vincere che lo spinge ad unirsi a Casini; io, più umilmente, credo che vincere non voglia dire molto, è la possibilità di governare, a cui bisogna guardare. Un carrozzone con dentro tutti, tale e quale era l'ultimo governo Prodi, non durerà oltre la spartizione delle poltrone. Allora bisogna cercare l'unione di forze che condividano un progetto. Tra coloro che appoggiano Boccia, e gli uomini di Vendola ci sono forti divergenze su acqua, energia, nucleare. Si, D'Alema, meglio perdere con Vendola che vincere con Boccia, Casini e Binetti. Rete, 24 gennaio 2009
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Questa settimana i racconti
dalla tradizione popolare siciliana
Giufà raccolti da Giuseppe Pitrè (tradotti in italiano da Tanino Ferri)
e la poesia
di Pier Paolo Pasolini
La Rassegna stampa della Camera dei Deputati

Ritorna, più agguerrito che mai, Indymedia Italia, il sito di controinformazione, che ora è costruito come un network, a cui ognuno può liberamente contribuire; è la voce per eccellenza di tutto ciò che l'informazione generalista ignora o, peggio, censura. |

Paolo Nori legge un brano de La governante di Jevons Storie di precursori dimenticati di Paolo Albani
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Acquista il primo romanzo di Doriana Di Giovanni.
I soliti ignoti
di Salvatore Ferlita Prefazione di Andrea Camilleri
Divagazioni di un annoiato Raccolta di aforismi, epitaffi, frasi e poesie
di Cesare Ferri
“Uno scrittore poco conosciuto. Dai suoi contemporanei fu soprannominato 'Lo scrittore conciso'. Visse a Pola intorno alla metà del 1700. Pubblicò un solo libro dal titolo: Facciamola breve. Il libro, ottimamente rilegato, ha un’unica pagina con scritta una frase soltanto: “Suvvia, tutto è farsa”. L’opera fu messa all’Indice.” (dal testo)
Le vignette di Gavavenezia Raccolte numerate (da 1 a 500) autografate e (se volete) con dedica. Sono fatte interamente a mano, stampate su carta patinata 100gr con copertina colorata di cartoncino, e rilegate.
110 e Love il libro! di Valentina Giannicchi Sara Lubrano Lavadera Laura Boffardi
Giudice Paolo di Marilena Monti
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 L'OLOCAUSTO ARMENO Breve storia di un massacro dimenticato di Alberto Rosselli Solfanelli Editore
Poesia e Vita di AA. VV. Poeti e narratori raccontano in prosa e poesia il loro impegno umano a sostegno del piccolo Emanuele Lo Bue.
Milena Gabanelli Freelance, è giornalista di denuncia. E' autrice e conduttrice di Report, rotocalco Rai, vincitrice, quest'anno, del Premio Max David, perché come dice la motivazione " ha rilanciato con grinta, determinazione, quel giornalismo d'inchiesta che da tempo sembrava essersi sbiadito nel panorama dei media italiani"
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