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Tano da morire
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La pagina culturale di taninoferri.com: racconti, saggi, poesie, arte.
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Grande Paolo Farinella, prete!
  
Rete, 5 settembre 2010
Partner irascibile
  
Scritto da Alessandra Celentano
Basta un appunto, un imprevisto o un piccolo rifiuto ed ecco che lui monta su tutte le furie. E gestire la vita quotidiana - fatta di continui motivi di tensione e stress - con un compagno incapace di padroneggiare la rabbia è davvero complicato. E allora, per non avere pericolosi contraccolpi nella relazione, conviene capire quali sono gli atteggiamenti che alimentano la collera di un partner così e quali, invece, quelli che possono disinnescarla. Ne abbiamo parlato con la psicoterapeuta Francesca Tripodi, dell'Istituto di Sessuologia Clinica di Roma. Considera che l'irascibilità non è questione di carattere. Spesso chi ha per compagno un uomo pronto ad andare in escandescenze tende a pensare che lui sia così per natura. «Ma ragionare in questi termini porta ad accogliere come inevitabile qualcosa che, invece, è modificabile. C'è sempre qualche fattore esterno che conduce una persona a non avere il pieno controllo delle proprie reazioni. Al limite, può essere vero che l'impulsività è un tratto tendenzialmente maschile: questo perché gli uomini vengono spronati fin da piccoli a "esprimerla". Il bambino che riceve un torto viene invitato a reagire, a rispondere con l'azione. La bambina, invece, a riflettere, a parlare» spiega Francesca Tripodi. Cerca di scoprire la radice del suo nervosismo. Per ammorbidire le reazioni di un partner irascibile occorre capire cosa le scatena all'origine. «Spesso tende a scaldarsi per poco chi ha rabbia repressa nei confronti di persone o situazioni verso le quali non può permettersi di reagire come vorrebbe. Come aiutarlo, allora, a confessare l'origine del suo disagio? Visto che potrebbe trattarsi di qualcosa di imbarazzante, scomodo o doloroso da ammettere, suggerisco di usare toni affettuosi e gentili. E di accarezzargli o tenergli stretta la mano mentre parla: gesti simili trasmettono la sensazione che si ascolta per comprendere e non per giudicare o condannare» continua la Tripodi. Stabilisci i confini della tua pazienza. Spesso si pensa che un uomo (innamorato) sia più irascibile con la compagna per via della maggiore confidenza che c'è all'interno della coppia. «Il motivo più probabile, però, è un altro: le persone tendono ad adirarsi in presenza di chi ritengono più debole e capace di subire, sopportare, giustificare. Tant'è che molti uomini sono irascibili con una partner e poi, con un'altra o con l'amante, si dimostrano degli agnellini. Perciò, il consiglio che posso dare a una donna con un compagno sempre pronto a esplodere, è quello di fargli capire che la tolleranza verso certi suoi atteggiamenti irosi è limitata». Rete, 5 settembre 2010
Louis Vuitton falsa o il Rolex taroccato
  
Il Daily Telegraph spiega che l’acquisto di beni contraffatti va a vantaggio dei consumatori e dei proprietari dei marchi originali, tanto da suggerire alle forze di polizia europee di impegnare le proprie risorse in indagini più proficue. La borsa Louis Vuitton falsa o il Rolex taroccato, a quattro soldi, è il classico acquisto da spiaggia o da passeggiata a mare. Nessuno si lamenta del prezzo, ma qualcuno si lascia prendere dagli scrupoli data l'illegalità dell'acquisto e su chi, alla fin fine, tragga profitto dal mercato dei falsi. A quanto pare è una preoccupazione inutile: un rapporto finanziato dall’Unione europea sostiene che comprare prodotti falsi fa bene a tutti. Lo studio, firmato tra gli altri da un consulente del ministero dell’interno britannico, sostiene che il mercato dei capi contraffatti a prezzi stracciati va, in primis, a beneficio dei consumatori. Il documento respinge inoltre le istanze delle grandi firme, sostenendo che le perdite derivate dalla contraffazione sono più che esagerate – chi compra un falso non sarebbe mai in grado di acquistare l’originale dello stesso – e ipotizzano, invece, che i beni contraffatti in realtà promuovono il marchio originale.
Il rapporto suggerisce che la polizia non dovrebbe perdere tempo cercando di fermare i vu' cumprà, o i fabbricanti di marchi falsi, e smentisce le voci secondo cui il mercato dei falsi finanzierebbe il terrorismo e la criminalità organizzata. Oltretutto l’opinione pubblica si limita a godere degli affari resi possibili dal commercio illegale, che solo nel Regno Unito raggiunge un volume stimato di 1,3 miliardi di sterline.
Rete, 5 settembre 2010
Il Cavaliere: "Mirabello è la mia Fini?"
  
 Gianfranco Fini chiuderà, domani sera, la Festa Tricolore e, a questo punto, qualunque cosa dirà, aprirà una nuova fase politica. I circoli di Generazione Italia stanno organizzando spedizioni in massa da Lombardia, Piemonte, Campania, Puglia, Sicilia, Toscana e via dicendo. I militanti arriveranno con pullman, macchine, traghetti, voli charter. Un'Onda, "futurista e libertista" stimata intorno alle 10 mila persone, che insieme ai deputati e senatori dei gruppi Fli, ai circoli di Azione Nazionale, ai pensatoi di FareFuturo e Ffwebmagazine e al giornale 'Il Secolo' da una chiara visione di un partito che esiste, che c'è già. È nei fatti. E nella campagna ferrarese dove Fini giocava da piccolo, dove trentacinque anni fa Giorgio Almirante lo indicò quale suo successore, dove nel corso degli anni prima il Msi, poi An, e, per ultimo, il Pdl hanno celebrato le Feste Tricolori in un clima da sagra di paese, tra tortelli alla zucca e salama da sugo. E c'è la riunione dei probiviri del PDL, confermata giusto ieri dal Cavaliere, per dar corso alla espulsione di Bocchino, di Briguglio e di Granata. "Il discorso di Fini farà chiarezza anche su questo", assicurano. Ed il viceministro Adolfo Urso aggiunge che, se verrà confermata la incompatibilità di Fini con il Pdl ''nessuno dei cosiddetti imputati si presenterà ai probiviri''. Rete, 4 settembre 2010
Mondadori si, Monadori no
  
Scritto da Paolo Farinella, prete
Ho letto gli articoli di Vito Mancuso sulla Mondadori e gli scrupoli etici che lo attanagliavano. Ho anche letto l’intervento di don Gallo Andrea che ha rotto con la Mondadori e infine anche la risposta di Eugenio Scalfari che continuerà a pubblicare con la Mondadori, finché vivranno alcune persone che lui conosce bene e lo lasceranno libero di scrivere quello che vogliono. Mi dispiace per loro, ma io sono in disaccordo con tutti. Il problema non è la libertà di pensiero o di scrittura perché i libri non sono un giornale su cui, come vediamo, qualcuno può intervenire sulla linea (v. Libero e Il Giornale); il problema è la «Mondadori» che è stata acquisita oltre 15 anni fa con l’inganno, una sentenza comprata e scritta nello studio di Previti, avvocato di Berlusconi, e con un giudice pagato perché desse la sentenza a favore di B.
Noi sappiamo che B. non ha cultura e non ha dignità: a lui non interessano le idee, ma le vendite, cioè fare soldi e più soldi ha, più potere acquista. Quando il mio nome ha cominciato a circolare su internet e per l’Italia, mi ha contattato una persona chiedendomi se fossi interessato a prendere contatti con la «Mondadori» per proporre i miei libri. Alla mia obiezione sul mio pensiero che è totalmente opposto a quello di quella parte, mi rispose che «a quella gente interessa fare quattrini, e basta». Se dovessero sorgere polemiche, queste durano lo spazio di qualche giorno, l’editrice resta sempre e di norma le polemiche aumentano le vendite. Di fronte a questo cinismo che mi ha confermato nelle mie convinzioni, risposi che non mi interessava perché «non posso foraggiare colui che combatto con tutte le mie forze culturali, sociali, politiche e di fede perché prego Dio che liberi l’Italia da questo flagello e se può, perdoni coloro che lo hanno votato, mantenendolo alla guida della distruzione del mio Paese». Non ho aspettato 15 anni per accorgermi della verità della Mondadori: la legge ad aziendam è l’ultima e solo l’ultima di altre leggi immonde che hanno fatto la fortuna economica anche di B., di sua figlia Marina e degli altri rampolli che vivono da perfetti liberali non nel rispetto delle leggi di mercato, ma solo delle sovvenzioni che il papi concede con leggi di favoreggiamento fiscale. Chi si è avvalso anche di un solo condono di B. non ha il diritto di parlare male di lui perché è diventato complice di illegalità, di dissesto ecologico, di terremoto morale. Lo stesso don Andrea Gallo, che stimo e amo con tutto il cuore, non può venire ora che il gallo/Mancuso ha cantato a dire non scrivo più per la Mondadori, ma dove era quando pubblicava anche lui con quella gentaglia? Negli stessi giorni tuonava contro B. e intanto lo foraggiava. La coerenza è una brutta bestia: non ammette deroghe, né ore d’aria. Essa è come il coraggio di don Abbondio: o c’è o non c’è. Questo è solo questo è il motivo per cui ho deciso, contro ogni mio interesse, economico e letterario, di scegliere un editore laico, il Segno dei Gabrielli di San Pietro in Cariano in Verona. A questi autori famosi e pubblici chiedo formalmente: pubblicate con piccoli editori, il vostro nome è già una garanzia, ma non prestatevi al finto gioco della morale e dei finti rimorsi di coscienza, perché così avrebbe ragione il patriarca di Venezia a tuonare contro «i moralismi». Rete, 3 settembre 2010
«L’homo interneticus» restera-t-il «l’homo sapiens»?
  
Scritto da Louis Naugès
C’est en pensant à vous, Internaute intensif, «homo interneticus», que je résume dans ce paragraphe les idées clefs de son livre [il libro «The Shallows» di Nicholas Carr, Ndr], au cas où vous n’auriez plus le courage ou la capacité de lire l’intégralité de ce blog, ou... le livre de Carr, qui, tous les deux dépassent... les 140 caractères ! [...]  A la suite d’une chute de cheval, Friedrich Nietzsche, à 34 ans, perdait la vue et avait de plus en plus de difficultés à lire et à écrire. En... 1882, il acheta une des premières machines à écrire, inventée par le danois Malling- Hansen, qui travaillait pour l’Institut Royal Hollandais des sourds-muets. Ayant acquis la maîtrise de ce clavier, il recommença à écrire, les yeux fermés. Très vite, ses lecteurs lui firent remarquer qu’il avait changé de style ; ses textes étaient plus denses, plus courts. Nietzsche répondit : « Vous avez raison, nos outils d’écriture influent sur la création de nos pensées». Que peut-il se passer, aujourd’hui, avec les SMS et Twitter ? [...] Les outils qui ont modifié nos manières de penser, notre cerveau Nicholas Carr les appelle les «intellectual technologies», les «outils de l’esprit». Ce sont les principaux outils qui ont profondément modifié les modes de pensée de l’humanité et... ils sont très peu nombreux. Il en cite quatre : - L’alphabet, mis au point par les Grecs en 750 AC, avec son jeu de caractères très dense de 24 signes, il a permis l’essor de l’écriture comme substitut à la voix dans le transfert de la connaissance. Socrate, l’orateur, contre Platon, l’écrivain, c’est un vieux débat ! - La cartographie, pour nos relations à l’espace. - L’ horloge mécanique, pour nos relations au temps; ce sont les moines qui en sont à l’origine, pour pouvoir mieux rythmer leurs cycles de prières. - Les différents supports de l’écriture, la lourde argile des Sumériens contre le papyrus léger des Egyptiens (PC de bureau contre PC portable!), l’arrivée de la tablette de cire (iPad!), premier support effaçable. Ce sont surtout, au milieu du XV siècle, les inventions de Gutenberg qui ont permis la diffusion massive et économique de la connaissance écrite. - La réduction de la taille des outils, que ce soit la montre portable ou le format «octavo» des livres (notebook!), en les démocratisant et en permettant un accès en mobilité a profondément changé les usages. Depuis une quinzaine d’années, l’Internet a pris le relais comme nouvel «outil de l’esprit». Il aura des impacts sur le fonctionnement de notre cerveau au moins aussi importants, et plus rapides que les quatre technologies historiques. Rete, 2 settembre 2010
...un regista che non può girare film per 5 anni...
  
Scritto da dalla ns inviata speciale Daria Donati
Prima di vedere il suo breve e commovente Accordion, che ha inaugurato, alla 67. ma Mostra di Venezia, le Giornate degli Autori, è stata letta davanti ad una platea gremitissima ed attenta, la Lettera che il regista iraniano ha inviato a Roberto Barzanti e a Giorgio Gosetti, essendo impossibilitato a lasciare l’Iran, “reo” di fare film per la gente e per la società. Panahi - arrestato a Teheran il 2 marzo scorso e rilasciato alla fine di maggio, dietro pagamento di una cauzione di circa 200mila dollari. – non è venuto a Venezia, però le sue parole scritte sono come terribili macigni lanciati contro il suo governo che reprime violentemente la libertà di espressione. Tantissimi sono stati gli applausi alla fine del suo breve film che è un auspicio alla tolleranza e alla capacità di comprensione. Il cortometraggio The Accordion è stato girato a Teheran da Jafar Panahi, il premiato autore iraniano di The Circle / Il cerchio, presentato il 1 settembre 2010, nella giornata inaugurale delle Giornate degli Autori, mentre il 2 settembre, si terrà un dibattito con il regista iraniano Mazdak Taebi sui temi trattati nella sua opera con la partecipazione della stampa internazionale, e una masterclass con giovani cinefili provenienti da tutti i paesi dell'Unione europea. The Accordion riflette l’emozione di Panahi di fronte agli accadimenti ed esprime la sua maniera di osservare la realtà. È la storia di due giovani musicisti ambulanti che si vedono sottrarre la fisarmonica a causa di un incidente. In questo breve ed intenso racconto c'è tutto il suo universo poetico, una metafora sulla comprensione delle nuove generazioni che scelgono la condivisione al posto del conflitto. Il cortometraggio 'The Accordion', é prodotto da Art for The World all'interno del nuovo progetto 'Then and now, Beyond Borders and Differences sulla tolleranza e la consapevolezza della complessità delle culture. E a Panahi bisognerebbe comunicare che tutta la gente che ama il cinema e coloro che lo sanno fare come lui, non solo sostengono la sua lotta ma condividono sinceramente la sua ricerca per la libertà di espressione e di vita. Venezia, 2 settembre 2010
La “porcata” di D’Alema
  
Scritto da Giulia Innocenzi
 Eh no, questa volta mi girano. Essere costretta a dare ragione a Capezzone, quando dice che “è surreale lo spettacolo del Pd, che appena comincia a discutere di un argomento è già lacerato“, è troppo. E anche questa volta è colpa di D’Alema. Dopo mesi di dibattito politico attorno alle elezioni anticipate, con una foto di una Ferrari qui e un dito medio lì, finalmente si vede una luce all’orizzonte: il cambiamento della legge elettorale. Che sorpresa quando il Corriere della Sera ha preso un po’ di coraggio e ha pubblicato l’Appello per l’Uninominale, redatto dai coraggiosi 42, sia di destra che di sinistra, in salsa efficacemente bipartisan. Da subito le adesioni hanno cominciato a fioccare. Chi può dirsi contrario, infatti, a “dare agli elettori la piena libertà, l’effettivo pieno potere e la piena responsabilità di scegliere il Governo e gli eletti“? Chi, se non lui, quello che a detta di Veltroni “usa sempre lo stesso schema: Dc e Pci“? Come nei più classici film dell’orrore, ecco che da dietro la doccia è spuntato D’Alema: “Con il sistema tedesco noi potremmo convogliare un campo vasto di forze, dall’Udc alla Lega – già che ci siamo, perché non anche Minnie e Topolino? - e creare un assetto tendenzialmente bipolare, […] con un centro forte che si allea con la sinistra - per carità, non sia mai viceversa, ossia che una sinistra forte si allei con il centro – non riesco a immaginare uno schema migliore, per un Paese come il nostro” – dove ai cittadini glielo mettiamo in quel posto. Ma dico, non poteva limitarsi a dire che “quello della legge elettorale è davvero il nodo di fondo“? Perché è dovuto andare oltre, e come sempre imporre il suo diktat, che tradotto in tattica politica significherà che anche questa volta il Pd non sarà in grado di portare a casa un risultato che sia uno, neanche su una questione talmente condivisibile come l’affossamento della “porcata”? Santo Bersani, sollecitato dagli sbadigli di Renzi, ha risposto così all’imposizione del suo lìder: “Non voglio rimanere impiccato ad una formula, a dei modelli. Prima vediamo in quanti siamo d’accordo nel dire che questa legge è un abominio. […] Bisogna discutere anche con chi la pensa diversamente da noi“. Che dite, si rivolgeva a D’Alema?  1 settembre 2010
Questo signore è stato condannato per mafia
  
"Questo signore è stato condannato per mafia". Questa frase di protesta di uno spettatore alla rassegna Parolario ha dato inizio alle contestazioni a Marcello Dell’Utri. A Como, città di destra e leghista, durante la tradizionale manifestazione letteraria "ParoLario", è presente il senatore Marcello Dell'Utri del PDL, amico e sodale di Berlusconi nonché condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, per presentare dei presunti diari del Duce da lui ritrovati e custoditi. Alla frase surriportata, quasi un segnale, centinaia di persone - al ParoLario erano in più di 900 - hanno immediatamente iniziato a protestare, al grido di "vergogna", "mafioso", "devi andare in carcere", costringendo Dell’Utri ad allontanarsi dagli stand. La partecipazione del senatore alla manifestazione era stata criticata dagli esponenti della sinistra di Como, dall'Anpi e dai giovani comunisti. Como, 31 agosto 2010
Humans rights are womans rights
  
Scritto da Simonetta Sotgiu, magistrato di Cassazione
 Ho trovato sorprendente che giovani donne probabilmente agnostiche ma comunque inserite nella civiltà occidentale cristiana abbiano “venduto” la propria libertà di pensiero di fronte non ad un imam bensì ad un dittatore benignamente definito “folcloristico” (ma piuttosto da operetta) che paga per far credere che tutto possa cambiare con un velo in testa. Forse non sanno le giovani donne che – come è emerso a Pechino - nei paesi islamici non soltanto è punito con la lapidazione l’adulterio ma anche il rifiuto di tante bambine e adolescenti di sposare l’uomo, magari anziano, che la famiglia ha scelto. Il rifiuto comporta l’esposizione al sole cocente della donna legata per le braccia a due pali di legno distanti tra loro, il lancio di pietre da parte dei parenti - lancio che può durare anche due giorni, se la poveretta sopravvive - con colpi di pietra finali affidati al padre, al marito o al fidanzato rifiutato. L’Islam nega i diritti umani e questo sicuramente il nostro dittatore non l’ha detto. Ricordiamo la frase di Hillary Clinton a Pechino quando disse “humans rights are womans rights” (i diritti umani sono diritti delle donne e i diritti delle donne sono diritti umani). Rete, 31 agosto 2010
La Disneyland di Gheddafi
  
Scritto da Carmelo Palma
Se l’Italia è diventata la Disneyland di Gheddafi, il parco-giochi delle sue vanità senili, la ragione è purtroppo politica. Nelle passeggiate romane il rais libico non esibisce il suo temperamento eccentrico, ma la sua legittimazione, la sua amicizia con il premier, la sua paradossale centralità nella politica internazionale di un governo – quello berlusconiano – che è progressivamente passato dall’atlantismo all’agnosticismo, dalle suggestioni neo-con alla logica commerciale, per cui il cliente, se paga, ha sempre ragione. E visto che Gheddafi paga, le sue diventano anche le “nostre” ragioni e la sua politica la “nostra”. [....]
Quest’idea ha portato Berlusconi a Minsk a tributare sperticati elogi all’ultimo dittatore europeo, il bielorusso Aleksandr Lukashenko, a difendere, in ogni dove, le ragioni e la legittimità della “demo-autocrazia” putiniana e a farsi garante della rispettabilità politica del colonnello Gheddafi, che ormai sale in Italia a divertirsi quando e come vuole. Come si dice: pago, spendo, pretendo! Nell’atteggiamento dell’esecutivo rispetto a Gheddafi non c’è però un eccesso, ma un difetto di realismo. C’è la convinzione che un governo responsabile debba muoversi nel “mercato” delle relazioni internazionali in modo del tutto indipendente da una valutazione politica dei fatti, degli equilibri generali e delle conseguenze di medio-lungo periodo. Ad esempio, nessuno sembra riflettere seriamente se la nouvelle vague berlusconiana, che indubbiamente funziona con despoti come Gheddafi – capaci di dare e di togliere alle imprese italiane commesse pubbliche, di aprire e chiudere capricciosamente il “rubinetto” degli sbarchi a Lampedusa e di investire in Italia i proventi della rendita petrolifera – possa funzionare quando gli interlocutori sono leader di governo, che non comprano né vendono contratti, che non sono padroni dell’economia nazionale e che non necessitano della legittimazione italiana. [....] Infine: la leggerezza di Berlusconi, che ha “depolicitizzato” la politica estera per renderla più efficiente, accresce o riduce la credibilità italiana sullo scacchiere dei rapporti internazionali? Il disinvolto relativismo della nostra diplomazia ci rende interlocutori più o meno affidabili sui più delicati dossier strategici?  30 Agosto 2010
Obama va a New Orleans, Berlusconi diserta L'Aquila
  
NewOrleans, 30 agosto 2010
L’imperatore di Padania Trota I°
  
Scritto da Flavio Oreglio
 Sogno di una notte di fine Estate La Lega ha spesso minacciato la secessione. Cosa potrebbe succedere? L’altra notte l’ho sognato… è stato un incubo. Era andata in porto l’ipotesi secessione ed era nata la Padania. Il figlio di Bossi, era stato incoronato Imperatore Padano dal Papa nel Duomo di Monza con la corona ferrea, aveva assunto il nome di “Trota I°”. Immediatamente dopo la sua costituzione, il nuovo Stato era entrato in crisi perché contro il centralismo di Pontida, le polis padane reclamavano la loro autonomia. Sull’onda pressante delle riunioni di condominio e dei comitati per l’autodeterminazione rionale, al grido di “Pontida ladrona!”, il Granducato di Bollate e Rho si era alleato con il Regno di Spino d’Adda e la Contea di Orzinuovi chiedendo l’indipendenza. A Comazzo, un paesino tra Paullo e Lodi, si cominciò a costruire il muro di Merlino, mentre il Marchesato dell’Oltrepo pavese chiedeva l’annessione alla potente Confederazione Emiliana. La Padania stava implodendo e per evitare il tracollo, dall’alto della sua cultura conquistata a fatica nelle discoteche longobarde, Trota 1° tentava di tenere unita la creatura del Padre proponendo una nuova edizione dello Statuto del DJ Albertino… Ma il popolo insorgeva e gridava: "Autonomia! Autonomia! Autonomia!…". A quel punto mi svegliai di soprassalto. Ero in un bagno di sudore… in casa c’era silenzio, tutti stavano dormendo. L’abat-jour del mio comodino era ancora accesa e illuminava il testo della Costituzione Italiana che stavo leggendo prima di addormentarmi… Quel sogno è stato un insegnamento: quando c’è di mezzo la Costituzione bisogna tenere gli occhi aperti! 30 Agosto 2010
Raccatta palle, raccatta voti
  
Il sito del Milan, oggi: Ibrahimovic è ufficialmente un calciatore del Milan. L'attaccante ha firmato, ieri sera, un un contratto che lo lega alla società rossonera. L'annuncio è stato dato da Galliani dalla sede del Barcellona, poche ore prima della chiusura della campagna acquisti. Ibrahimovic ha preso un grosso impegno con il Milan, "Voglio vincere tutto", ma ha già portato a casa dei risultati: rimpolpare l'indice di gradimento di Berlusconi, mai stato così basso. Un Ibrahimovic che oltre a cercare i gol per la squadra, cerca voti per il presidente. Rete, 29 agosto 2010
«Froci di m...», a Padova
  

Nuovo episodio omofobo a Padova sul quale stanno indagando i carabinieri di Prato della Valle. La denuncia è stata fatta dal titolare del Bertelli's di via Andrea Gritti, Enrico Bertelli, sulla pagina Facebook dell'assessore comunale all'Ambiente e segretario regionale dell'Arcigay, Alessandro Zan. Bertelli ha postato il messaggio: «AGGRESSIONE IN ZONA INCENERITORE. Io e il mio amico Daniele Calzavara aggrediti da 3 napoletani a calci e pugni al grido "froci di merda". Al 112 il poliziotto mi fa "Ma lei che ci fa nelle zone buie a quest'ora?". Dopo mezz'ora di attesa decidiamo di andare in centrale. Fortunatamente eravam riusciti a fuggire. 10 giorni di prognosi a lui, 3 a me».
Rete, 28 agosto 2010
Il gatto... e la volpe
  
 Il Festival Internazional du Cirque di Monte-Carlo si sposta, oggi, domani e doman l'altro, a Roma. Arriva Gheddafi con il suo caravanserraglio di cavalli berberi, amazzoni e tende beduine. L'aspetta Berlusconi, con nani, ballerine, escort e ninfette. Un nuovo trattato di Monaco? No! Gli affari della Berlusconi-Gheddafi Spa per spartirsi i quaranta miliardi di euro che in 20 anni l'Italia verserà alla Libia in forza del Trattato d'amicizia bilaterale nel 2008. Rete, 28 agosto 2010
La Francia chiede all'UE di salvare Sakineh
  
Nonostante che il portavoce del Ministero degli esteri iraniano abbia chiesto ai Governi dei Paesi occidentali, lo scorso 17 agosto, di non interferire con la giustizia di quel Paese nel tentativo di salvare la vita a Sakineh Mohammadi Ashtiani, e per complicità nell'omicidio del marito, continuano le pressioni per tentare l'insperabile.
L'appello di Repubblica, condiviso da Le Monde, Le Soir, La Libre Belgique e Tageblatt, ha superato le 60 mila firme: si chiede anche il riesame del caso, perché Sakineh Ashtiani "veda riconosciuta definitivamente la sua innocenza e cessino tutte le azioni di violenza, tortura e violazione della dignità che questa giovane donna ha subito e subisce in nome dell'affermazione di una giustizia che la colpisce ancora più duramente in quanto donna". Oggi il ministro degli esteri francese, Bernard Kouchner, ha chiesto ai 27 paesi dell'Unione, per il tramite di una lettera indirizzata alla Commissaria europea Catherine Ashton, un impegno comune per salvare Sakineh, minacciando, nel contempo, sanzioni pesanti contro Teheran nel caso desse corso alla sentenza: "Bisogna che l'Unione europea intraprenda delle nuove iniziative per ricordare alle autorità iraniane che, come sulla questione nucleare, l'isolamento dell'Iran e i relativi costi, potrebbero decisamente attenuarsi se scelgono un comportamento più responsabile e coerente con gli impegni internazionali in materia di diritti umani. Mi auguro che il Consiglio europeo riprenda nuove misure contro tutti coloro che in Iran hanno organizzato la repressione". Rete, 27 agosto 2010
Il marketing dei sostituti del latte materno
  
 Un articolo di Adriano Cattaneo racconta la storia di come nacquero i sostituti del latte materno e paragona il marketing che ne è seguito a un vero e proprio disease mongering. "Henri Nestlé - dice Cattaneo - aveva anticipato Gadsen di oltre un secolo. Nel 1867 aveva salvato la vita ad un neonato prematuro, la cui madre era gravemente ammalata e non in grado di allattare il figlio, con un latte svizzero intero ed un’aggiunta di cereali cotti al forno con un procedimento speciale di sua invenzione” Con il solito accondiscendente contributo (inconsapevole?) dei medici, in questo caso i pediatri, il latte materno è stato sempre più soppiantato, creando, spesso e volentieri, situazioni estremamente incresciose nei paesi del terzo mondo. "Com’è possibile - si chiede Cattaneo - che un prodotto inventato per salvare una vita in casi gravi sia diventato di uso comune per mamme e bambini che non ne hanno bisogno, sostituendo tra l’altro un prodotto a costo zero, ecologico e qualitativamente inarrivabile come il latte materno? A quest’espansione hanno sicuramente contribuito fattori sociali come il passaggio dalla famiglia estesa a quella nucleare ed il progressivo inserimento della donna nel mondo del lavoro. Ma un ruolo importante l’ha avuto il “mongering”, l’invenzione di un bisogno inesistente per vendere ai sani”. Leggi l'articolo di Adriano Cattaneo Rete, 26 agosto 2010
  
Il famoso spot della Apple nella versione italiana doppiata da Dario Fo. Ogni tanto riascoltarlo aiuta a vivere il quotidiano con fiducia. Rete, 26 agosto 2010
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Politica di austerità e di rigore di Enrico Berlinguer e
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Paolo Nori legge un brano de La governante di Jevons Storie di precursori dimenticati di Paolo Albani
ius sanguinis di Paola Bottero
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I soliti ignoti
di Salvatore Ferlita Prefazione di Andrea Camilleri
Divagazioni di un annoiato Raccolta di aforismi, epitaffi, frasi e poesie
di Cesare Ferri
“Uno scrittore poco conosciuto. Dai suoi contemporanei fu soprannominato 'Lo scrittore conciso'. Visse a Pola intorno alla metà del 1700. Pubblicò un solo libro dal titolo: Facciamola breve. Il libro, ottimamente rilegato, ha un’unica pagina con scritta una frase soltanto: “Suvvia, tutto è farsa”. L’opera fu messa all’Indice.” (dal testo)
Le vignette di Gavavenezia Raccolte numerate (da 1 a 500) autografate e (se volete) con dedica. Sono fatte interamente a mano, stampate su carta patinata 100gr con copertina colorata di cartoncino, e rilegate.
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Poesia e Vita di AA. VV. Poeti e narratori raccontano in prosa e poesia il loro impegno umano a sostegno del piccolo Emanuele Lo Bue.
Milena Gabanelli Freelance, è giornalista di denuncia. E' autrice e conduttrice di Report, rotocalco Rai, vincitrice, quest'anno, del Premio Max David, perché come dice la motivazione " ha rilanciato con grinta, determinazione, quel giornalismo d'inchiesta che da tempo sembrava essersi sbiadito nel panorama dei media italiani"
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